ASSOCIAZIONE " ... E POI HO INCONTRATO MADID "
 E IL PROGETTO IN ETIOPIA DELL'ASSOCIAZIONE PROGETTO CONTINENTI

E-MAIL DEL 13 MARZO 2005
Da Guido Vadori
Aggiornamento dall’Etiopia

Innanzi tutto un caro saluto a tutti!
Desidero informarvi sugli sviluppi del progetto Angacha.
Mano, mano che procedevamo con il progetto, in collaborazione con le autorita’ locali e i beneficiari, abbiamo individuato le direzioni giuste da imboccare.
Come sapete, abbiamo iniziato con la tessitura che gia’ dall’inizio ci ha impegnato totalmente, soprattutto perche’ dovevamo capire come iniziare e come essere davvero utili con questo progetto in quest’area.
E’ stato cosi’ che, dopo un accurato studio e dopo aver acquisito molte utili informazioni, abbiamo optato per una tessitura di buon livello con telai adatti a produrre molti tipi di tessuti. Come ben sapete sono sempre stato del parere che i progetti si fanno con la piena collaborazione dei locali che devono diventare i veri attori del progetto in corso.
I telai, quindi, sono stati costruiti e alcuni pezzi sono arrivati dall’India, dandoci la possibilita’ di poter utilizzare dei telai semiautomatici che possono arrivare a produrre 1 metro di stoffa all’ora, larga un metro e 50cm.
Avendo optato per questa soluzione, abbiamo fatto costruire anche i macchinari di supporto per la preparazione della tessitura (trama e ordito).
E’ iniziato cosi’(in case in affitto) un training durato sei mesi che ha dato ottimi risultati.
Nel frattempo ci siamo resi conto che dovendo tagliare, cucire e talvolta ricamare i prodotti, era necessario iniziare in contemporanea un training di ricamo e cucito(con macchina per cucire) che avrebbe dato ulteriore lavoro nell’area.
Quest’ultime attivita’ non erano previste, ma i progetti crescono mano, mano che si procede. 
Ora stiamo costruendo le case in muratura che ospiteranno l’attivita’ della tessitura e in breve potremo dire di aver ultimato una fase del progetto.
La cooperativa che gestira’ la produzione puo’ contare sui mercati locali e volendo anche quelli esteri del solidale.
Infatti, essendo i soli nell’area ad aver attivato questa produzione, sono gia’ stati contattati dai mercanti delle citta’ vicine.
Direi che abbiamo raggiunto il risultato sperato: dare lavoro, combattere la poverta’, dare occasione di sviluppo per l’area.
Abbiamo fatto una riunione con quanti hanno lavorato in questo progetto, con le autorita’ locali e con i beneficiari. Siamo tutti d’accordo sul buon esito di questo progetto e sulla volonta’ di incrementarlo.
Diciamo che il budget previsto per l’intero progetto e’ stato sufficiente per la tessitura, il forno e le case in costruzione.
Per la sperimentazione della produzione di latte non abbiamo fondi.
Ma non siamo piu’ cosi’ intenzionati a fare questo progetto delle mucche.
E nemmeno i locali sono molto interessati a questo.
Infatti ci chiedono, al posto del piccolo allevamento, di ingrandire la tessitura.
Voi che ne dite?
La mia organizzazione mi ha detto che loro non vanno oltre il budget previsto, che abbiamo gia’ consumato.
Sono andato piano, nel tempo, cauto, e nel nostro piccolo, e’ innegabile che abbiamo costruito e dato qualcosa di solido, di veramente concreto.
Non ho fretta di costruire un progetto, se non c’e’ una buona base su cui costruirlo.
Credo che il tempo mi abbia dato ragione. 
Ora hanno la canna da pesca.
Un carissimo abbraccio a tutti,
Guido.
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