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A tutti gli amici.
Ci stiamo preparando all’ultimo dell’anno che e’ domani. Qui in Addis, come
nel resto dell’Etiopia non si pensa ad altro: e’ l’occasione per stare
insieme ai parenti per gettarsi alle spalle il vecchio anno ed entrare fiduciosi in quello nuovo. I miei ragazzi cucineranno la pecora in giardino
e festeggeranno con una ventina di italiani che abbiamo invitato per l’occasione. Ognuno portera’ il suo contributo alla festa come d’usanza.
Faremo anche la cerimonia del caffe’. Non scherzo, quando dico che sono in
molti a voler frequentare la nostra casa! Abbiamo persino dovuto dire di no,
per domani, a due famiglie italiane, che sono qui per progetti, perche’ non
ci stiamo tutti. I ragazzi sono molto cresciuti in questo anno di vita insieme sotto lo stesso tetto e si fanno voler bene da tutti. E poi si
respira un’aria di pace di serenita’, di gioia di vivere che il contesto
intorno a noi non offre. C’e’ con noi per 15 giorni anche il nostro ragazzo
che abbiamo fatto studiare da infermiere a Wolisso: proprio pochi giorni fa
eravamo presenti alla cerimonia di consegna dei diplomi e lui ha avuto un premio perche’ era il secondo del corso, durato due anni; ora fara’ un anno
di pratica e poi sara’ uno dei migliori infermieri d’Etiopia(la scuola-ospedale italiana di Wolisso e’ la prima in questo paese). Tutte
queste soddisfazioni, costate non pochi sacrifici, sono davvero un premio che mi vergogno un po’ di godere! Vorrei condividerle con tutti quelli che
ci hanno messo qualcosa in questa storia meravigliosa! Per questo invio a tutti gli amici questa letterina dell’ultimo dell’anno etiope e insieme a
questa cara famiglia in cui vivo vi auguro un anno di rinnovamento. Russom,
Zerihun, Ali, Girma, Turunesh, Marcella, Cristina e Guido.
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