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ASSOCIAZIONE " ... E
POI HO INCONTRATO MADID " |
| E-MAIL DEL 05 MARZO 2003 |
| Caro Edi, ti invio tramite amici 250 croci da collo di tre tipi(in legno,in pelle intrecciata e in pelle intagliata) piu' alcuni quadretti, sempre di
fattura artigianale, che ritengo possano piacere. Ma e' solo l'inizio! Piano piano ti faccio avere altro. Ti allego alla mail alcune considerazioni Un caro saluto, Guido. |
| Questo è
l'allegato della mail : Siamo presenti in un paese povero. E' indispensabile prendere coscienza di dove siamo e qual'e' l'influenza della nostra presenza, quindi un serio lavoro su di noi, per poter dare cio' di cui hanno bisogno. Qui molta gente impreparata dei paesi ricchi viene a devastare, ma non sarebbe cosi' grave se si potessero recuperare le esperienze per una definizione di presenza nel terzo mondo piu' adeguata alle esigenze del paese ospitante. Cosa vogliamo insegnare a questa gente se noi non siamo disposti ad imparare. Vi riporto un esempio che ho sotto gli occhi qui in Addis Abeba. Una insegnante della scuola italiana, con lo stipendio multimilionario che lo Stato italiano le passa, porta solo abiti firmati, poi passa tutti i giorni nella piscina dell'Hilton, dove spesso pranza, e va il fine settimana ai laghi. Quando entra ingioiellata, profumatissima e con vestiti dal prezzo proibitivo nella sua classe, ad insegnare a ragazze, le cui famiglie per pagare la retta della scuola italiana hanno dovuto affrontare alcuni sacrifici, cosa devono imparare queste alunne? Col titolo di studio che le migliori conseguiranno non e' detto che potranno lavorare e se lavoreranno, sara' a stipendi adeguati al paese e mai potranno permettersi nemmeno un profumo come quello della professoressa, dal momento che ci vorrebbe piu' di uno stipendio. Eppure, molte di loro hanno sognato sicuramente di essere come lei. L'insegnante e' il loro modello il loro punto d'arrivo. Spesso la strada piu' semplice per realizzare questo sogno e' la prostituzione che ormai in Addis, soprattutto grazie agli stranieri, e' diffusissima e rende bene. Ecco un esempio di cosa vuol dire assenza di consapevolezza di paese povero. Sotto molti aspetti il terreno e' fertile, cresce di tutto, se pianti pomodoro raccogli pomodoro, se pianti grano raccogli grano e se pianti cicuta raccogli cicuta. Qui fare anche solo l'elemosina, e' pericoloso. Lo so che e' piu' comodo per la nostra pigrizia, ma se non accettiamo la provocazione e' meglio lasciare le cose come sono e andarsene; si fanno sicuramente meno danni. Gli sciocchi e presuntuosi, siamo noi! Non c'e' umilta', non c'e' mitezza, non c'e' la volonta' di crescere! Se solo vi elencassi i tipi e la qualita' dei danni che vengono quotidianamente provocati dalla leggerezza dei rappresentanti dei paesi ricchi, presenti in Etiopia, sono sicuro che ci passerebbe la voglia di venire a fare i "bravi" in questo paese. Quello che i poveri delle zone depresse sanno per mezzo di compaesani piu' istruiti e' che associazioni e organizzazioni internazionali ecc. raccolgono un mare di soldi a nome dei poveri, dello sviluppo, della solidarieta', della cooperazione. E sanno che tutti vivono bene tranne loro, sanno che fame, malattie, miseria, milioni di morti sono il motore di una grande macchina. E' fondamentale essere presenti per rispondere alle loro domande e alle loro esigenze specie quando c'e' fame di crescere. Eh, si', miei cari! Perche' non siamo noi che li tiriamo fuori dalla poverta'. Ficchiamocelo bene in testa! Tutt'al piu' possiamo favorire la loro crescita (con meno danni possibili) perche' decollino con le loro forze verso una condizione migliore. Abbiamo in casa una ragazza che viene tre ore al giorno per fare le pulizie e lavare qualche panno sporco. E' stata scelta nella sfera povera, perche' possa guadagnarsi da vivere. Noi assistenzialismo non ne facciamo, se mai mettiamo in condizione la gente di aiutarsi tra di loro. Se alla sera non arrivo a lavare i piatti lo faccio al mattino e poi comincio le pulizie della casa. Sulle prime il vicinato non capiva come mai un bianco che ha la donna delle pulizie e "che se ne puo' permettere quante ne vuole" si desse cosi' pena di pulire la casa. Gia', poiche' per loro e' un modello di vita, un salto in avanti nella condizione sociale e' prendersi una donna poverissima che fa da serva per tutto il giorno, a stipendio da fame. Ed ecco il primo che si e' fatto avanti e' Russom che mi aiuta nel mio lavoro e vive in casa con me.-Perche'-, mi ha detto,- fai le pulizie se fra un'ora arriva la donna? Cosa la paghi a fare se poi fai tutto tu?- E cosi', Russom aveva fame, e gli ho dato da mangiare. La mia risposta al suo appetito lo ha talmente saziato, che si e' messo ad aiutarmi e poi abbiamo dato una giornata di liberta' alla ragazza delle pulizie, perche' si facesse una bella passeggiata. Russom ha imparato che la ragazza che ci aiuta e' una persona che non diventa tua con una manciata di danaro. Questa presenza quotidiana e' fondamentale per una collaborazione per la loro e la nostra crescita. Non crediamo di non aver bisogno di loro anzi diciamo che non possiamo fare niente di positivo con la gente di questo paese, fino a quando non avremo capito cosa e come farlo. Esattamente come un bambino! Potrai dirgli un milione di volte di fare una cosa, potrai imporglielo, potrai corromperlo con un premio finale, ma mai lo fara' di sua volonta' se non gli avrai detto o dato cio' di cui ha veramente fame. E per fare questo dobbiamo educare prima noi stessi. Se parcheggiamo i figli davanti un play station anziche' portarli a fare due tiri di pallone o una nuotata in piscina non possiamo avere la pretesa di venire ad aiutare o insegnare qualcosa in questi paesi! Ma noi sappiamo dove viviamo? Che diciamo bravo a nostro figlio che fa la marcia della pace e cinque minuti dopo andiamo a depositare i soldi in una banca che, per quello che ne sappiamo, potrebbe investire in armi per sostenere qualche guerra nei paesi poveri! Vediamo di aggiustare la confusione nella quale viviamo, innanzi tutto! Quello che puo' fare ognuno di noi, quello si' che conta veramente. Aiutiamoci ad entrare nella consapevolezza di dove siamo! Ci sono milioni di persone(tre quarti del mondo) che pagano con disagi, ma quel che conta, con la vita, la nostra crescita. |
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